Di seguito l’elenco delle sessioni proposte
1. Il diavolo e le acque sante: storie di santi, streghe e devoti fra Tarda Antichità ed Età Moderna

Coordinatore: Isabella Gagliardi (Università di Firenze)
Email: isabella.gagliardi@unifi.it

Descrizione:
L’acqua è straordinariamente connessa sia alle credenze religiose e spirituali sia magiche ed esoteriche; spesso è la principale protagonista di riti ed è generatrice di topografie sacre che segnano il territorio. Il nostro panel intende focalizzare, attraverso casi di studio specifici, sia la creazione di una ritualità non ufficiale pervasiva e di lunga durata, sia il processo di creazione di spazi resi sacri o, al contrario, demoniaci risemantizzando l’acqua. I luoghi, i riti e le credenze trattati dagli interventi sono relativi all’ambiente cristiano tra Tarda Antichità ed Età Moderna. Il primo intervento previsto si focalizza sui santuari legati all’acqua e si interroga sul particolare legame tra essi e la Vergine Maria anche alla luce della testualità coeva, riservando un’attenzione speciale ai santuari “idrici” collocati nelle zone termali. Oltre ai santuari saranno indagati i percorsi devozionali che, in area Umbro laziale, si originarono tra diversi santuari e lungo itinerari dov’erano attivi lavatoi e dove lavoravano, appunto, le lavandaie. Ancora all’acqua benefica, quella che guarisce, sarà dedicato l’intervento incentrato sulla danza sacra e sui gesti rituali dell’acqua: dal ritmo naturale delle onde e dei corpi al ritmo spirituale della preghiera e del canto, l’acqua danzante diventa immagine di un’armonia ritrovata, in cui si riconciliano medicina, filosofia e teologia. All’universo demoniaco sono invece dedicati gli ultimi due interventi. Il primo analizza i rituali compiuti da streghe e stregoni con l’uso di acqua o di ghiaccio per produrre effetti prodigiosi, come la stimolazione di pioggia o grandine, o come specchi magici per far vedere al proprio utilizzatore oggetti perduti o nascosti. L’ultimo si concentra sull’acqua prodotta dal corpo umano e, nella fattispecie, sul pianto e della sua assenza tra le streghe. Saranno protagoniste le affermazioni di Kramer sull’assenza di lacrime alias sulla sottomissione delle streghe al demonio.

2. Entre el desarrollo y la reparación: los planes de justicia socioambiental ante megaproyectos, contaminación y pobreza

Coordinatori: Loreto Irene Soto Rivas, María Guadalupe Díaz Santos (Instituto Mexicano de Tecnología del Agua)
Email: loreto.soto@iteso.mx

Descrizione:
En las últimas décadas, en México se han configurado diversas injusticias hídricas asociadas con procesos de urbanización acelerada, acaparamiento, exclusión, sobreexplotación, despojo, acceso desigual y contaminación. Estas problemáticas presentan claros elementos de interseccionalidad, pues sus impactos recaen de manera desproporcionada en pueblos indígenas, comunidades campesinas, con menores ingresos, mujeres, niñas y niños. No obstante, cada injusticia hídrica suele ir acompañada de resistencias, luchas sociales y formas organizativas que buscan defender el derecho al agua y transformar las condiciones de desigualdad que la originan. Es decir, la injusticia hídrica se caracteriza por la opresión política, discriminación cultural y marginación económica (Boelens, et.al, 2024). En marco general, en el Estado mexicano, a partir de la llegada del otrora presidente Andrés Manuel López Obrador (diciembre del 2018), conocida ampliamente su gestión presidencial como el gobierno de la Cuarta Transformación (CT), se implementaron los planes de justicia, que en esencia responden al cometido de “atender las legítimas demandas históricas de las poblaciones indígenas y afromexicanas” (Gobierno de México, 2023). Uno de los primeros planes que se generaron fue el Plan de Justicia para el pueblo Yaqui, del cual forman parte ocho comunidades de la zona (Escobar-Neira, 2021). Es importante resaltar que, una de las principales características de los planes de justicia además de reparar daños, es que responden a una incipiente política pública de reparación integral del daño ligada a la puesta en marcha de mega-proyectos que buscan una mejor gestión-administración del agua en el país. Actualmente, al menos de la referencia que se tiene, se han implementado cuatro planes de justicia: El plan de justicia del pueblo Yaqui, el Plan de Desarrollo Integral para los Pueblos de Temacapulín, Acasico y Palmarejo, el plan de Justicia para los afectados por la contaminación del río Atoyac, etc. En este sentido, resulta imprescindible compartir un espacio de reflexión sobre los límites y alcances de este instrumento en la política pública no solo mexicana, sino en otros contextos del mundo.

3. Il valore dell’acqua, il valore dei dati. L’esperienza IRBIM nella raccolta dati della pesca "Dal mare ai numeri, dai numeri alle scelte"

Coordinatori: Giuseppe Scarcella, Iole Leonori (CNR Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine)
Email: giuseppe.scarcella@cnr.it; iole.leonori@cnr.it

Descrizione:
La pesca vive sull’acqua, ma decide sempre più sui dati. La sessione propone di raccontare come l’esperienza di IRBIM mostri che la sostenibilità delle risorse marine passa attraverso una raccolta dati continua, rigorosa e condivisa con il settore della pesca. Attraverso campagne in mare, campionamenti agli sbarchi, osservatori a bordo, diari di pesca elettronici e l’integrazione con dati ambientali e satellitari, IRBIM trasforma le catture quotidiane in serie storiche e indicatori che descrivono lo “stato di salute” degli ecosistemi e delle comunità di pesca. Questi numeri alimentano modelli, valutazioni degli stock, scenari di gestione e supportano scelte politiche, economiche e gestionali a diverse scale, dal livello locale alle strategie europee e mediterranee. La sessione intende mettere in luce il valore dell’infrastruttura conoscitiva che sostiene ogni decisione sulla pesca: standard di raccolta, qualità dei dati, cooperazione con pescatori e amministrazioni, ma anche limiti, incertezze e sfide future (nuovi impatti ambientali, cambiamenti climatici, trasformazioni socio-economiche delle flotte). In un’ottica interdisciplinare, il contributo mostrerà come i dati di pesca non siano solo strumenti tecnici per gli addetti ai lavori, ma patrimonio collettivo per comprendere il rapporto tra società e mare, e per costruire politiche dell’acqua più eque e lungimiranti: dal mare ai numeri, dai numeri alle scelte.

4. La risorsa idrica: materialità, tecnica e potere in una prospettiva storica di lunghissimo periodo

Coordinatore: Mauro Elli (Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Studi Storici)
Email: mauro.elli@unimi.it

Descrizione:
L’accelerazione dei processi di interazione fra uomo e natura avviata dalla rivoluzione industriale rischia di oscurare una diacronia di lunghissimo periodo che rappresenta, invece, la specificità del contributo delle discipline storiche allo studio dell’acqua. Il panel si propone di affrontare, in questa prospettiva, il tema n. 7 – “L’acqua nei settori economici primario, secondario e terziario: prospettive storiche e attuali sulla sostenibilità” – interrogando il ruolo dell’acqua nei processi produttivi e commerciali lungo un arco cronologico esteso, dall’antichità al XX secolo. L’acqua viene qui considerata come strumento performativo dell’attività umana: dotata di una propria materialità, ma non riducibile a semplice “dato” naturale. In altre parole, essa viene analizzata storicamente non come mero elemento naturale o alimento, bensì come oggetto materiale che porta con sé specifiche conoscenze tecnologiche. Essa è analizzata come oggetto storico e tecnico, portatore di saperi, pratiche e dispositivi che ne hanno definito, nel tempo, i molteplici significati economici e politici. In questa prospettiva, l’acqua appare come un ibrido di natura e cultura, inscritta in specifici regimi tecnologici e istituzionali. I contributi raccolti nel panel condividono l’ipotesi che la dialettica fra contesti culturali e tecnologici, da un lato, e la capacità d’azione propria dell’acqua nella sua materialità, dall’altro, costituisca la chiave per comprenderne l’evoluzione come risorsa economica e sociale sul lunghissimo periodo. L’acqua non è soltanto oggetto di sfruttamento e controllo, ma agente attivo nei processi di trasformazione agricola, industriale e infrastrutturale, in epoche e luoghi diversi. L’analisi di lunghissimo periodo consente inoltre di mettere in luce la storicità di diadi come risorsa/rifiuto, opportunità/minaccia, crescita/declino o cooperazione/conflitto. Comprendere la variabilità storica di tali rapporti permette di interrogare con maggiore profondità il problema certamente non solo contemporaneo della sostenibilità, restituendo all’acqua la sua dimensione pienamente storica, materiale e politica.

5. Una perspectiva histórica sobre la gestión del abastecimiento y del saneamiento del agua y las condiciones de vida en el ámbito rural

Coordinatori: Jesus Raúl Navarro García (CSIC), Óscar Castillo Rivadeneira (IEP)
Email: jraul.navarro@csic.es; omcastillor830@gmail.com

Descrizione:
La mesa pretende revisar los diferentes sistemas de gestión que se han implementado en el mundo rural durante el último siglo tanto en los países desarrollados como en los que están en vías de desarrollo. Mientras en aquellos se ha realizado un avance espectacular, tanto en la mejora de la calidad del agua como en la del saneamiento y en la exploración de formas de gestión eficaces, en otros países los porcentajes de población rural que consumen agua no potable son aún elevados. De igual modo, en estos países los avances en saneamiento han sido también discretos, pese a la reducción porcentual de los afectados por un saneamiento insuficiente. Pretendemos ofrecer en la mesa, por tanto, diferentes casos de gestión público/privada en los que poder valorar su éxito o fracaso desde una perspectiva histórica, las herramientas exitosas que han puesto en marcha, etc. En este ámbito, dedicaremos una especial atención a los grandes planes de inversiones en obras hidráulicas rurales, al abandono progresivo de sistemas hídricos fundamentados en recursos propios por otros que se nutren de agua procedente de otras cuencas, al papel relevante que ocupa el control de las enfermedades hídricas (cólera, fiebres tifoideas, paludismo, etc.), a la relación del abastecimiento hídrico en el ámbito rural con los sistemas de regadío, al abandono de la gestión municipal por sistemas de gestión comarcales supramunicipales, la penetración de las empresas privadas, el papel de la cooperación internacional, etc.

6. Diritto a sprecare. Uso e abuso nel consumo dell'acqua

Coordinatore: Luca Mocarelli (Università di Milano Bicocca)
Email: luca.mocarelli@unimib.it

Descrizione:

La sessione affronta, nella forma di una tavola rotonda (qualora fosse possibile) e in una prospettiva interdisciplinare, mettendo a confronto giuristi, storici della vita materiale, scienziati e storici economici, il tema dei diversi potenziali utilizzi dell’acqua e dei problemi che possono sorgere in termini di disponibilità e accessibilità con riferimento a una risorsa fondamentale per la vita. Si presterà quindi attenzione ai problemi odierni e alle inevitabili ricadute dei mutamenti climatici, così come alle possibili soluzioni da adottare e implementare. Al tempo stesso si evidenzieranno anche i risvolti giuridici dell’utilizzo di una risorsa in grado di generare profondi conflitti e si porrà il tema dell’utilizzo dell’acqua in una prospettiva storica con uno sguardo sia più ampio in una dimensione di lungo periodo, sia più puntuale con una ricostruzione della crisi tra Otto e Novecento di una risorsa che per secoli era stata fondamentale in area padana come la pesca d’acqua dolce.

7. Gobernar las aguas residuales: trayectorias históricas y disputas contemporáneas en la gestión del saneamiento

Coordinatori: Alicia Torres Rodríguez, Lourdes Sofía Mendoza Bohne (CUCSH-UDG, Departamento de Estudios Socio-Urbanos)
Email: alicia.trodriguez@academicos.udg.mx; lourdes.mendoza@academicos.udg.mx

Descrizione:
Esta sesión propone una reflexión crítica y multidisciplinaria sobre los modelos de gestión del agua y el saneamiento, con énfasis en el manejo de las aguas residuales en entornos urbanos y rurales. A partir de una mirada histórica y contextualizada, se analizará cómo los distintos esquemas de gestión —públicos, privados, comunitarios o mixtos— han configurado las formas de gobernanza del saneamiento, afectando el acceso equitativo, la sostenibilidad ambiental, la justicia territorial y la configuración de las ciudades. La sesión tiene como objetivo explorar cómo estos modelos inciden en la calidad, cobertura y tratamiento de las aguas de desecho, en relación con las dinámicas socioeconómicas y políticas locales. Se examinarán los impactos de los procesos de privatización, descentralización o fragmentación institucional sobre el derecho humano al agua y al saneamiento, así como las respuestas sociales y comunitarias que emergen ante los vacíos de gestión estatal o los conflictos derivados de la mercantilización del recurso. A través de estudios de caso, investigaciones comparativas y marcos teóricos provenientes de la ecología política, la planificación territorial y los derechos humanos, se busca: comprender las implicaciones socioambientales de los modelos de gestión del saneamiento; identificar las desigualdades de poder y acceso que se reproducen en las prácticas institucionales; visibilizar experiencias alternativas de gestión comunitaria o co-gestión que promuevan el cuidado del agua como bien común; contribuir a la construcción de enfoques más democráticos, inclusivos y sustentables en la gestión de aguas residuales; y analizar el papel de los modelos de gestión del agua y el saneamiento en la estructuración espacial, territorial y funcional de las ciudades.

8. Agua y sostenibilidad: enfoques integrados para la gestión en contextos de estrés hídrico

Coordinatore: Andres Molina Giménez (Universidad de Alicante, Instituto Universitario del Agua y de las Ciencias Ambientales)
Email: andres.molina@ua.es

Descrizione:
La sesión propuesta integra diversas contribuciones que abordan la gobernanza hídrica en contextos de creciente presión sobre los recursos. Molina presentará la experiencia de la Marina Baja (Alicante) como modelo de gestión integral basado en la cooperación público-privada y en la coordinación entre instituciones y actores agrarios. Este caso ejemplifica cómo la colaboración institucional puede garantizar la seguridad hídrica en territorios turísticos sometidos a un estrés creciente. Por su parte, Jesús Conde Antequera analiza el papel del agua en la economía circular, destacando su función estratégica en la sostenibilidad ambiental y en la competitividad territorial. Su intervención profundiza en marcos regulatorios, instrumentos económicos y experiencias internacionales que impulsan la reutilización, la recuperación energética y la valorización de subproductos, subrayando los retos de gobernanza necesarios para consolidar sistemas circulares. María Inmaculada López Ortiz y Patricia Fernández Aracil abordan la evolución de los mercados del agua en el sureste de España, donde la escasez estructural dio lugar a la creación de sociedades mercantiles como Riegos de Levante. Su estudio contextualiza el tránsito desde el regadío tradicional hacia nuevas formas de organización del suministro, que transformaron de forma decisiva amplias zonas agrícolas. Finalmente, Francisco José Abellán Contreras examina la jurisdicción de aguas en la Huerta tradicional de la Vega Baja del Segura, poniendo en valor el papel histórico de los Juzgados Privativos y de las instituciones consuetudinarias en la gestión eficiente, equitativa y sostenible del recurso. Su análisis resalta cómo estos sistemas de autogobierno han garantizado la protección del patrimonio hidráulico y la continuidad del regadío histórico.

9. El agua divinizada: leyendas, mitos y paisajes culturales

Coordinatori: Jesús M. Nieto Ibáñez, Sergio Suárez Ramírez (Universidad de Valladolid, España)
Email: jesus.nieto@uva.es; sergio.suarez@uva.es

Descrizione:
Los mares, los ríos, las fuentes, los pozos, manantiales, corrientes de agua o cuevas, como lugares sagrados acuáticos, son parte del patrimonio tangible e intangible de un territorio; son lugares de memoria, que contienen la presencia divina, además de toda una simbología. Numerosas son las divinidades asociadas a sus cultos localizadas en estos lugares e inmenso es el valor terapéutico y mágico del agua, que desde tiempos pretéritos ha dado lugar a su veneración cultual. Las leyendas y los mitos evidencian la creencia en el imaginario popular de la existencia de seres sobrenaturales, los genii loci, que guardan y protegen la naturaleza y su poder, incluido sobre todo el agua. En los mitos y leyendas se personifica el agua, como también otros elementos de la naturaleza, en forma de divinidad protectora, que se identificará con diferentes personajes en numerosas tradiciones, que se materializan en mitos, leyendas, cuentos, monumentos artísticos, etc. Esta sesión se compone de 5 propuestas que analizarán la simbología del agua en relatos míticos (El símbolo del agua como principio de identidad en el nacimiento del héroe), en personajes literarios (Resignificaciones del personaje de Ofelia desde la ecocrítica), en leyendas cristianizadas (Imaginarios cristianizados. Las fuentes curativas de san Cosme y san Damián en la Península Ibérica) y en los paisajes culturales, como el de Soria (Mitodidáctica del paisaje acuático: las aguas de Soria como relato del territorio) o el de León (El papel del agua en la configuración histórica y urbana de la ciudad de León a través del estudio de las fuentes borbónicas), en España.

10. Água, paisagem e conflitos (Water, landscape and conflicts)

Coordinatori: Jorge Luis P. Oliveira-Costa, Fátima Velez De Castro (Universidade de Coimbra, Portugal); Adriana Richit (Universidade Federal da Fronteira Sul, Brasil)
Email: oliveiracostajorge@gmail.com; velezcastro@fl.uc.pt; adriana.richit@uffs.edu.br

Descrizione:
Em um contexto fortemente marcado pelas mudanças globais, com fortes tendências de alterações nas dinâmicas sociais (resultado de processos como das alterações climáticas), torna-se urgente a necessidade de avançar no conhecimento e inovação associados à adoção de práticas de gestão e manejo dos recursos naturais e humanos, numa perspectiva integrada e descentralizada. O simpósio “ÁGUA, PAISAGEM E CONFLITOS”; tem como objetivo contribuir neste debate trazendo reflexões – por meio de trabalhos científicos num contexto interdisciplinar – com vistas a discussões e avanços no âmbito da problemática: qual o conjunto de processos que devem compor uma agenda de ações visando investigações das diferentes interfaces do estudo da água, da paisagem e dos conflitos? Sob esta problemática, direcionado para investigadores, técnicos, gestores, tomadores de decisão, docentes e discentes do ensino superior, além de cidadãos interessados em aprofundar os conhecimentos acerca das temáticas abordadas, este simpósio reveste-se de grande importância na atualidade por apresentar diferentes técnicas e métodos no estudo da água, das paisagens e dos conflitos, reforçando sua importância para áreas ligadas à conservação, ao planejamento e gestão do território. Esta sessão nasceu da iniciativa de uma rede de estudos sobre PAISAGEM, estabelecida entre pesquisadores e professores que organizam o workshop internacional LANDSCAPE REPRESENTATIONS (IWLR), celebrado em sua terceira edição em 2025 na Universidad de Jaén (Espanha). Com esta perspectiva, o simpósio “Água, Paisagem e Conflitos”, na Università degli Studi di Milano (2026), apresenta-se como uma oportunidade de avanço das discussões iniciada em Jaén, num formato ampliado.

11. Il valore dell’acqua visto dallo spazio: telerilevamento e ricerca per la tutela degli ecosistemi acquatici

Coordinatore: Monica Pinardi (CNR Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente)
Email: monica.pinardi@cnr.it

Descrizione:
Il monitoraggio della qualità degli ecosistemi acquatici richiede oggi approcci in grado di cogliere rapidamente processi complessi, variabili nello spazio e nel tempo e sempre più influenzati dalle pressioni antropiche e dagli effetti del cambiamento climatico. Le osservazioni da telerilevamento, grazie a sensori multispettrali e alle nuove missioni iperspettrali (PRISMA, EnMAP, EMIT, PACE), a serie di lungo termine di variabili climatiche essenziali globali (dataset Lakes_cci), e misure in situ possono essere integrati per analizzare lo stato di qualità di fiumi, laghi e dei loro habitat. La sessione presenta applicazioni che integrano dati satellitari ottici, radar e climatici con misure in situ, mostrando come tali sinergie permettano di avanzare nel monitoraggio di fenomeni chiave degli ecosistemi acquatici. I contributi spaziano dal monitoraggio delle fioriture di cianobatteri, alla valutazione della qualità dell’acqua e della vegetazione acquatica tramite dati multi- e iperspettrali, fino all’uso delle variabili climatiche essenziali per interpretare gli impatti del riscaldamento globale sulle dinamiche dei produttori primari fitoplanctonici. Vengono inoltre presentate applicazioni dedicate all’uso di dati telerilevati a supporto dei modelli di circolazione dei laghi, allo studio di ecosistemi ripari e delle comunità vegetali, fondamentali per comprendere la risposta degli habitat ai cambiamenti idromorfologici e al monitoraggio dell’evoluzione stagionale della vegetazione acquatica invasiva. Nel complesso, la sessione evidenzia il ruolo cruciale dei dati di osservazioni della Terra per potenziare la capacità di monitoraggio delle acque interne, fornire indicatori affidabili e supportare strategie di gestione e conservazione in uno scenario ambientale in rapido cambiamento.

12. Gobernar el agua, construir el territorio: modelos históricos y contemporáneos de gestión hídrica en perspectiva internacional

Coordinatori: María Vázquez-Fariñas (Universidad de Málaga), Sergio Sardone (Università degli Studi di Napoli Federico II)
Email: maria.vazquez@uma.es; sergio.sardone@unina.it

Descrizione:
El agua, elemento esencial para la vida y el desarrollo humano, ha sido también una herramienta de organización social, poder político y transformación territorial. Desde los sistemas hidráulicos antiguos hasta los modelos contemporáneos de gestión sostenible, la forma en que las sociedades gobiernan y distribuyen el agua refleja sus prioridades económicas, culturales y ambientales. Esta sesión propone un espacio de reflexión interdisciplinar e internacional sobre los distintos modelos de gestión del agua y su impacto en el territorio a lo largo del tiempo. Investigadores de diversas disciplinas –Economía, Historia, Geografía, Ciencias ambientales, Estudios sociales y culturales– contribuyen con estudios de caso, análisis comparativos o perspectivas teóricas que abordan las múltiples dimensiones del gobierno del agua. Los temas de interés incluyen, entre otros: la gestión del agua en contextos urbanos, rurales o coloniales; las políticas públicas y privadas en torno a su distribución y uso; las transformaciones del paisaje derivadas de infraestructuras hidráulicas; el papel del agua en los procesos de industrialización, minería y agricultura; y los retos actuales de sostenibilidad y adaptación al cambio climático. El objetivo de la sesión es construir un diálogo que conecte experiencias históricas y actuales, permitiendo identificar continuidades, rupturas y aprendizajes comunes entre diferentes regiones del mundo. A través de esta mirada global, se busca comprender cómo los modelos de gestión hídrica han contribuido –y pueden seguir contribuyendo– a la configuración de territorios más equitativos, resilientes y sostenibles.

13. I musei dell’acqua: percorsi di conoscenza e di formazione

Coordinatori: Rosa Maria Giusto (CNR Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti); Mario Buono, Michele Di Natale (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Dipartimento di Ingegneria)
Email: rosamaria.giusto@cnr.it; mario.buono@unicampania.it; michele.dinatale@unicampania.it

Descrizione:
A partire dalle esperienze maturate nell’ambito del progetto editoriale e di ricerca: “I musei dell’acqua in Europa: percorsi di conoscenza” (UNESCO IHP, Water Museums Global Network, 2024), la sessione proposta mira ad approfondire gli aspetti inerenti all’ambito tematico 15 – Insegnare l’acqua: esperienze didattiche e museali, individuando le istituzioni museali quali osservatori privilegiati d’indagine e trasmissione di approcci sostenibili e informati al tema della valorizzazione del patrimonio Acqua. Attraverso l’analisi e la configurazione di ambienti immersivi educativi e di tecnologie avanzate si vogliono promuovere strategie di sensibilizzazione e valorizzazione della risorsa idrica rivolte ai visitatori museali, favorendo la trasmissione dei valori storici, culturali e paesaggistici legati al patrimonio idrico. La sessione indaga, con un approccio interdisciplinare e intersettoriale, i molteplici usi dell’acqua sottolineandone le potenzialità educative e formative da incentivare e promuovere attraverso la creazione di percorsi di conoscenza innovativi finalizzati alla promozione di nuove forme e modalità d’interazione e trasmissione del patrimonio idrico. I temi proposti da docenti e ricercatori nazionali e internazionali provenienti da diversi ambiti disciplinari – della storia, del progetto, della comunicazione, dello human centred design, della museologia e della museografia, dell’architettura tecnica – sono incentrati sul ruolo dell’acqua come asset culturale da valorizzare e comunicare nei suoi aspetti simbolici, negli usi tradizionali, nei modelli insediativi, nelle forme architettoniche e tecniche individuando nell’educazione al patrimonio la chiave per favorire una diversa coscienza del bene e un approccio conoscitivo e divulgativo legato all’attivazione di percorsi fruitivi ed esperienziali innovativi. La riscoperta e il riconoscimento da parte della collettività della “civiltà delle acque” (Teti, 2013) contribuiscono a veicolare la conoscenza di modelli tradizionali, artefatti, architetture, opere ingegneristiche e idrauliche legati all’uso dell’acqua come bene materiale e immateriale, essenziale per la sopravvivenza del pianeta, incentivandone l’uso sostenibile.

14. Il contributo della genetica e della tecnologia per un uso sostenibile dell’acqua in agricoltura

Coordinatori: Elena Baldoni, Eleonora Cominelli (CNR Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria)
Email: elena.baldoni@cnr.it; eleonora.cominelli@cnr.it

Descrizione:
Fin dagli albori della civiltà umana, l’acqua e l’agricoltura sono indissolubilmente interconnessi, in un delicato equilibrio per il quale l’agricoltura può sussistere solo se vi è acqua sufficiente a disposizione. Per questo motivo, in agricoltura un aspetto indispensabile è da sempre la gestione dell’acqua. È ormai ben noto che, a causa dei cambiamenti climatici e del surriscaldamento globale, si verifica una sempre maggiore frequenza di eventi di siccità e si osserva una sempre minore disponibilità delle risorse idriche. Questi scenari rendono ancor più necessario lo sviluppo di strumenti avanzati per migliorare l’efficienza dell’irrigazione e aumentare la resilienza delle colture. In questa sessione, verranno presentati diversi aspetti relativi al consumo idrico in agricoltura, considerando alcune colture di interesse nazionale, tra cui il pomodoro e il riso, e verrà approfondito il contributo della genetica vegetale nello sviluppo di nuove varietà di specie agrarie più tolleranti alla carenza idrica o con un utilizzo dell’acqua più efficiente, Inoltre, verranno approfondite alcune tecnologie innovative relative al monitoraggio delle risorse idriche e al loro utilizzo per la coltivazione, in particolare lo sviluppo di metodologie di telerilevamento satellitare per monitorare le risorse idriche disponibili, e l’utilizzo di un particolare sensore elettrochimico, impiantabile direttamente nella pianta, che permette di monitorarne lo stato idrico della coltura e quindi guidare sistemi di irrigazione di precisione. Scopo di questa sessione è quindi quello di dare un quadro di come la ricerca, attraverso lo studio della genetica e lo sviluppo di tecnologie innovative, possa dare un importante contributo a una gestione sostenibile delle risorse idriche disponibili per l’agricoltura.

15. Sull’acqua. Il contesto del lago di Nemi fra antico e contemporaneo

Coordinatori: Maria Teresa Sambin de Norcen, Maddalena Bassani (Università IUAV di Venezia)
Email: mtsambin@iuav.it; mbassani@iuav.it

Descrizione:
Il contesto naturalistico e architettonico di Nemi ha come punto focale il lago di origine vulcanica, celebre per la presenza, fino a cent’anni fa, di navi residenziali romane ivi affondate. Ma ben prima della costruzione delle imponenti imbarcazioni-delizia imperiali (I sec. d.C.?), le acque avevano indotto l’insediamento umano e la venerazione del genius loci legato alle acque del lago e generato riti e leggende destinate a sopravvivere, affiancate da altre, nel corso del tempo. Attorno al bacino, e dentro a esso, nei millenni l’uomo e i suoi artefatti si sono intrecciati con gli elementi fisici e immaginari del paesaggio. L’acqua, i boschi, le sorgenti, che ancora oggi caratterizzano l’area, sono alla base di miti, incontri fra popoli, progetti d’architettura e ingegneria idraulica, ma anche di scoperte archeologiche, sperimentazioni, costruzioni e ricostruzioni le quali offrono lo spunto per proporre un incontro corale fra esperti di discipline diverse, che affronteranno tematiche differenti che ruotano intorno alle acque nemorensi e al loro patrimonio materiale e immateriale, sviluppatosi nell’arco di oltre duemila anni. Il caso studio, con la sua complessità, sembra perfettamente calzate rispetto alle problematiche proposte dal convegno. Si indagheranno infatti il contesto ambientale lacustre, l’edificazione sulle sponde o sulle alture che si affacciano sul bacino, la ricerca di reperti archeologici, i miti antichi, la documentazione fotografica e cinematografica novecentesca, l’ingegneria meccanica e idraulica messe in campo per il recupero delle navi: dal tentativo quattrocentesco fallito di “ripescaggio”, che coinvolge Leon Battista Alberti e uno suoi mecenati antiquari più celebri, sino alla ciclopica impresa, voluta da Mussolini, di prosciugamento del lago e posa degli scafi in un museo appositamente costruito, per poi andare essere incendiate verso il termine del secondo conflitto mondiale. Tutte le vicende saranno indagate filologicamente nell’avvicendarsi dei fatti, ricostruiti in base alle fonti, quanto negli enormi risvolti sull’immaginario collettivo contemporaneo.

16. La subacquea incontra il diabete

Coordinatore: Elena Gamarra (Servizio di Endocrinologia e Diabetologia, Ente Ospedaliero Cantonale, Lugano, Svizzera)
Email: elena.gamarra@eoc.ch

Descrizione:
Una delle realtà più affascinanti legate all’acqua è sicuramente il mondo sottomarino. Per molti anni l’esplorazione di questo mondo è stata proibita alle persone affette da diabete tipo 1, perché si riteneva che le caratteristiche di questa malattia comportassero rischi aggiuntivi. L’Associazione “Diabete Sommerso” è nata proprio per promuovere l’attività subacquea in condizioni di sicurezza per le persone con diabete tipo 1, principalmente attraverso l’educazione terapeutica all’autogestione, permettendo un allargamento dei diritti e il superamento delle disuguaglianze perché tutti si possano immergere, senza esclusioni. La prima relazione, presenta le caratteristiche del diabete, la metodologia utilizzata, le figure professionali che fanno parte dello staff e le varie attività dell’Associazione. L’argomento della seconda relazione è l’acqua e la sua importanza nella dieta di tutti, in modo particolare per chi fa immersioni, e soprattutto per i subacquei con diabete. La terza relazione riporta l’attività di ricerca dell’Associazione, con la raccolta di dati clinici per valutare la metodologia impiegata e validare il progetto attraverso pubblicazioni scientifiche. Come ultima relazione, sarà proiettata una selezione di video realizzati durante le immersioni svolte dai membri dell’Associazione in tutto il mondo, illustrando gli spunti ambientalistici e culturali che si incontrano sott’acqua.

17. Istituzioni e modelli di gestione delle acque interne nella Penisola italiana e in Spagna tra età moderna e contemporanea

Coordinatore: Giacomo Zanibelli (Università degli Studi di Napoli Federico II)
Email: giacomo.zanibelli@unina.it

Descrizione:
Lo sfruttamento delle acque interne è una tematica di interesse sia per le politiche statali sia per la governance territoriale. Favorire un utilizzo razionale della risorsa, in particolare in ambito agricolo, è fondamentale per garantire la sostenibilità e la conservazione dell’ambiente assieme ad uno sviluppo di un settore primario sempre più specializzato. All’interno dei processi istituzionali il dato storico economico può assumere un ruolo significativo nella pianificazione territoriale; in questa prospettiva diviene essenziale ricostruire l’evoluzione dei modelli gestionali per offrire nuovi strumenti alle istituzioni per la realizzazione di sistemi efficienti di interazione tra uomo e ambiente. La sessione si propone come obiettivo quello di studiare, attraverso un’analisi approfondita della documentazione archivistica, le variegate forme di management delle acque interne nella Penisola Italiana e in Spagna dal medioevo all’età contemporanea. Saranno presi in esame i diversi modelli di gestione, le pratiche di manutenzione, la ripartizione dei costi, le azioni dei tecnici, i sistemi fiscali ed i conflitti per lo sfruttamento tra i diversi attori del territorio. Tutti questi aspetti possono essere individuati come indicatori per misurare la capacità delle diverse zone di sviluppare forme di management efficienti volte a favorire uno sviluppo territoriale e agricolo in armonia con l’ambiente. Particolare attenzione sarà dedicata all’interazione tra pubblico e privato, anche grazie all’analisi dell’azione politica, per comprendere come l’acqua potesse configurarsi al tempo stesso sia come risorsa economica sia come bene comune. La comparazione tra la Penisola Italiana e la Spagna consente di ricostruire le connessioni tra ambiente, economia, istituzioni ed azioni collettive per testare anche la presenza di proto-elementi di sostenibilità nella gestione delle acque interne nel lungo periodo.

18. Il governo delle acque interne nella Penisola italiana e in Spagna dal medioevo all’età contemporanea

Coordinatore: Giacomo Zanibelli (Università degli Studi di Napoli Federico II)
Email: giacomo.zanibelli@unina.it

Descrizione:
Lo sfruttamento delle acque interne è una tematica di interesse sia per le politiche statali sia per la governance territoriale. Favorire un utilizzo razionale della risorsa, in particolare in ambito agricolo, è fondamentale per garantire la sostenibilità e la conservazione dell’ambiente assieme ad uno sviluppo di un settore primario sempre più specializzato. All’interno dei processi istituzionali il dato storico economico può assumere un ruolo significativo nella pianificazione territoriale; in questa prospettiva diviene essenziale ricostruire l’evoluzione dei modelli gestionali per offrire nuovi strumenti alle istituzioni per la realizzazione di sistemi efficienti di interazione tra uomo e ambiente. La sessione si propone come obiettivo quello di studiare, attraverso un’analisi approfondita della documentazione archivistica, le variegate forme di management delle acque interne nella Penisola Italiana e in Spagna dal medioevo all’età contemporanea. Saranno presi in esame i diversi modelli di gestione, le pratiche di manutenzione, la ripartizione dei costi, le azioni dei tecnici, i sistemi fiscali ed i conflitti per lo sfruttamento tra i diversi attori del territorio. Tutti questi aspetti possono essere individuati come indicatori per misurare la capacità delle diverse zone di sviluppare forme di management efficienti volte a favorire uno sviluppo territoriale e agricolo in armonia con l’ambiente. Particolare attenzione sarà dedicata all’interazione tra pubblico e privato, anche grazie all’analisi dell’azione politica, per comprendere come l’acqua potesse configurarsi al tempo stesso sia come risorsa economica sia come bene comune. La comparazione tra la Penisola Italiana e la Spagna consente di ricostruire le connessioni tra ambiente, economia, istituzioni ed azioni collettive per testare anche la presenza di proto-elementi di sostenibilità nella gestione delle acque interne nel lungo periodo.

19. Y el agua siempre aflora...Folklore, arte y literatura

Coordinatori: Mar Campos Fernández-Fígares (Universidad de Almería); Estíbaliz Barriga Galdeano (Universidad de Extremadura)
Email: mcampos@ual.es; estibalizbg@unex.es

Descrizione:
El agua es cultura, identidad, memoria. Es también cauce de migraciones y encuentros. En esta mesa se van a plantear múltiples miradas literarias donde se exploran varios ejes temáticos. Por un lado investigaremos las representaciones del agua en los mitos y tradiciones orales, y en la literatura de la Antigüedad Todas las culturas han fabulado sobre dioses cosmogónicos del agua, las ninfas u otros genios del agua, evidencian un vínculo profundo entre esos númenes y el territorio. Así la cultura del agua debe ser vinculada de forma especial a las manifestaciones del patrimonio cultural intangible de los pueblos, como las tradiciones orales o escritas, la simbología o los rituales, que conforman lo que llamamos los Imaginarios del Agua: la lectura del paisaje de montes, cuevas y ríos ha sido un constructo sociocultural que ha dado lugar a leyendas, canciones, cuentos, supersticiones y etnotextos de toda índole que deben ser preservados. Y del contexto remoto al siglo XX, donde el agua, o precisamente su ausencia, es el eje central de una propuesta que aborda esta carencia como símbolo de la fragilidad ecológica pero también como marcador de pobreza y desigualdades sociales. Volviendo a la presencia, aportamos un estudio sobre una autora contemporánea cuya obra es atravesada en gran parte por “El eje acuático”, configurando una poética en la que el agua actúa como matriz simbólica y elemento de transfiguración. Y prestando atención a los más jóvenes y a esa vinculación del agua con los ODS encontramos que el agua es protagonista en textos de literatura infantil y juvenil y vamos a mostrar su presencia en estas obras no solo en álbumes ilustrados sino también en la narrativa, donde se convierte en uno de los elementos destacados de las tramas, tanto en cuestiones de migración como de aventuras, concienciación medioambiental y otros. La exploración de los temas e Imaginarios del Agua en la literatura universal se convierte, así, en un campo vasto dentro de la Ecocrítica. El objetivo es mostrar -a través de todas estas literaturas- la polifonía de voces y de presencias, que vienen a conformar un inmenso espejo que nos refleja a nosotros mismos y a nuestras sociedades. Incluso en todas sus dualidades: así, el agua como fuerza destructiva pero también como agente que fertiliza o cura; que ahoga o que permite la comunicación entre pueblos, etc.

20. El negocio del agua: de elemento vital en las sociedades preindustriales a bien económico estratégico en la actualidad

Coordinatori: Tamara González López (Universidade da Coruña, España); Elizabeth García Gil (Universidad de Jaén); Sara Cortés Dumont (Universidad de Málaga)
Email: tamara.gonzalez.lopez@udc.es; eggil@ujaen.es; sdumont@uma.es

Descrizione:
El agua ha sido un pilar fundamental para el desarrollo económico y social en todas las épocas. En las sociedades preindustriales, las fuentes y corrientes de agua eran indispensables para la agricultura, la ganadería y diversas actividades productivas, condicionando la ubicación y el crecimiento de asentamientos humanos. El acceso y control del agua dieron lugar a estructuras de poder que, junto con otras estrategias, impactaron profundamente en los marcos sociales y culturales de dichas sociedades. Con la llegada de la industrialización, el agua se convirtió en un recurso económico esencial, clave para la producción energética, los procesos industriales y la sostenibilidad urbana. Además, fue explotada como bien industrial y utilizada como input fundamental en determinadas industrias. La presente sesión invita a docentes, investigadores y profesionales interesados a presentar contribuciones que exploren las múltiples dimensiones del agua como motor de cambio: económicas, sociales, culturales y urbanísticas. Se busca reunir trabajos que analicen el papel crucial del agua en procesos históricos y contemporáneos, promoviendo una comprensión profunda de este recurso como catalizador de transformaciones sociales y productivas en diversos contextos y escalas.

21. Relatos y conflictos sobre los embalses. Por una historia cultural de la hidromodernidad

Coordinatori: Carmen Martín-Luquero, Jaime Vindel (CSIC Instituto de Historia); Judit Gil-Farrero (Università degli studi di Bergamo)
Email: cmartinlu@gmail.com; vindel.jaime@gmail.com; judit.gilfarrero@gmail.com

Descrizione:
Las narrativas hegemónicas han destacado las múltiples funciones de presas y embalses minimizando sus costes sociales y ambientales. Históricamente, su construcción ha ido acompañada de un discurso modernizador triunfal basado en el control tecnocientífico del agua con el objetivo de generar energía, ampliar la superficie de cultivos de regadío, embellecer el paisaje para ocio y turismo y asegurar el abastecimiento de agua a la población humana y su defensa de las inundaciones. En las últimas décadas, se han multiplicado los documentos escritos y audiovisuales, tanto académicos como en la cultura popular y en los medios de comunicación, que problematizan estos imaginarios y que ponen el foco en las consecuencias y en la percepción social de la construcción de estas infraestructuras, visibilizando su carácter conflictivo y su peso en los debates actuales en la esfera pública sobre la planificación territorial y la explotación productivista de los recursos hídricos. Esta sesión quiere ofrecer un espacio de debate para el diálogo, la confrontación o el conflicto entre estas perspectivas. Se aceptan comunicaciones que aborden, entre otros temas: las estrategias de propaganda y construcción del paisaje en torno a las infraestructuras hidráulicas; las conexiones históricas entre política hidráulica y relaciones de propiedad de la tierra; la asociación de presas y embalses con el colonialismo y extractivismo internos; el análisis de su construcción como conflicto ambiental; su relación con los procesos de toma de decisiones y con la gobernanza de los recursos naturales; el impacto en las poblaciones locales, por la pérdida de sus hogares, el desplazamiento forzado y la desarticulación de la comunidad; nuevos discursos y valores sobre el agua; el tratamiento de presas y embalses en la literatura, el cine y las artes visuales. Con el propósito de construir un diálogo rico y complejo, son bienvenidas comunicaciones de diferentes disciplinas y contextos geográficos.

22. El nexo agua-energía ante el cambio global: una perspectiva interdisciplinar desde la historia, la economía y la gobernanza

Coordinatori: Diego Sesma-Martín (Universidad de La Rioja, Departamento de Economía y Empresa); Ángel Sanjuán Ruiz (Universidad Pablo de Olavide)
Email: diego.sesmam@unirioja.es; asanrui@upo.es

Descrizione:
El agua es un insumo esencial en prácticamente toda la cadena de valor energética, lo que explica por qué el nexo agua-energía se ha convertido en una de las dimensiones críticas del cambio ambiental global. La generación eléctrica concentra buena parte de la demanda hídrica, imprescindible para accionar turbinas, refrigerar instalaciones, operar sistemas de control y realizar labores de limpieza. Estos usos, fomentan modelos energéticos sostenibles, pero también crean tensiones que se agudizan en contextos de escasez y cambio climático, como ilustra el caso de la energía nuclear en España. Esta problemática requiere de un análisis desde perspectivas económicas, históricas, políticas y ambientales. Esta sesión analiza, desde una perspectiva histórica, la evolución de la demanda hídrica en el sector energético a largo plazo, identificando transformaciones tecnológicas, cambios en la intensidad hídrica de diferentes tecnologías, y su impacto territorial. Desde una perspectiva económica, se pretende analizar la valoración del agua como input productivo en el sector energético y otras industrias, explorando métodos de análisis coste-beneficio, externalidades hídricas, y eficiencia en el uso del recurso en un contexto de escasez creciente. Desde una perspectiva institucional y empresarial, esta sesión pretende abordar cómo el estrés hídrico climático afecta las decisiones estratégicas de las empresas eléctricas, analizando los umbrales críticos que motivan medidas de adaptación y cómo estas reconfiguran sus estrategias de descarbonización, invitando contribuciones que exploren estos fenómenos mediante modelos de vulnerabilidad y marcos de toma de decisiones para anticipar escenarios futuros en el sector energético. La sesión integra estas dimensiones para comprender el nexo agua-energía como fenómeno multidimensional que requiere análisis interdisciplinar y soluciones que equilibren eficiencia hídrica y energética, la sostenibilidad ambiental y la equidad social, todo ello orientado a construir sistemas energéticos resilientes que aprendan de la historia y estén preparados para los desafíos climáticos y regulatorios futuros.

23. Water Heritage Systems: towards climate change adaptation through culture/nature-based solutions

Coordinatori: Paola Branduini, Meisha Hunter, Henk van Schaik (Politecnico di Milano, ICOMOS International Scientific Committee “Water and Heritage”)
Email: paola.branduini@polimi.it; meishahunter@me.com; henk.vanschaik19447@gmail.com

Descrizione:
Global climate change increasingly alternates drought and water scarcity with episodes of intense rainfall, calling for a rethinking of the agro-industrial model through more efficient and sustainable water management strategies across lowlands, mountains, and islands. For centuries, the conservation and management of Water Heritage Systems (WHS)—such as irrigation canals, ponds, and ditches—have supported the resilience and sustainability of rural landscapes worldwide. Once neglected, WHS are now recognized as multifunctional landscape resources and culture/nature-based solutions capable of addressing both socio-economic and climatic challenges. Proven to capture, store, and distribute water efficiently and sustainably, WHS provide multiple ecosystem and cultural services essential for climate adaptation and rural development. This session aims to foster international awareness of the potential of revitalizing centuries-old WHS as contemporary responses to water scarcity. It welcomes exchanges on good practices of WHS recovery through research-action and participatory approaches. Engaging farmers and local communities is crucial to integrate ancestral knowledge with modern tools and expertise, supporting a global agroecological transition. Researchers, practitioners, and policymakers are invited to contribute case studies, methodologies, or theoretical reflections on the role of WHS in sustainable water management and climate resilience. Proposals may explore innovative governance models, community-based restoration, or cross-disciplinary frameworks connecting heritage, ecology, and agriculture. Contributions highlighting comparative perspectives, participatory research, and policy implications are particularly encouraged. The session seeks to foster dialogue and collaboration across disciplines and regions, building shared understanding of how traditional water systems can inspire sustainable futures.

24. Utilità dell'acqua, sacralità dell'acqua: Vecchio e Nuovo Mondo a confronto

Coordinatori: Antonio Aimi (Università degli Studi di Milano); Francesco D’Esposito, Silvia Scorrano (UDA)
Email: a.aimi@antonioaimi.it; france.desposito@unich.it; silvia.scorrano@unich.it

Descrizione:
L’acqua rappresenta un elemento fondamentale per la vita e per lo sviluppo della civiltà. L’evoluzione della civiltà umana è stata fortemente influenzata dalla gestione e dalla presenza di corsi d’acqua e laghi, che hanno costituito non solo fonti di approvvigionamento ma anche vie di comunicazione, commercio e motori di progresso. Opere ingegneristiche quali acquedotti, canali e sistemi d’irrigazione hanno rappresentato indicatori del livello di sviluppo raggiunto dalle civiltà antiche, mentre nell’epoca attuale la disponibilità, l’accesso e la gestione sostenibile di questa risorsa rivestono un ruolo centrale nelle questioni geopolitiche e nei programmi di contrasto alla povertà. Parallelamente alla dimensione dell’immediata utilità, l’acqua mantiene un ruolo di rilievo quale elemento simbolico associato alla purezza, alla rinascita e al sacro, capace di mediare tra la dimensione concreta e quella spirituale, contribuendo alle rappresentazioni religiose e quindi alla strutturazione sociale. Questa duplice funzione, fortemente radicata nella memoria collettiva, ha influenzato la sopravvivenza materiale delle comunità e la formazione di sistemi di credenze, riti e pratiche che continuano a essere presenti nella cultura contemporanea. In considerazione della complessità delle tematiche affrontate, la sessione intende promuovere un approccio interdisciplinare allo studio dell’acqua. Si invita pertanto la partecipazione di antropologi, archeologi, storici, geografi, studiosi di letteratura e religione, così come di tutti coloro interessati ad approfondire il valore dell’acqua sia come risorsa essenziale per la sopravvivenza, sia come simbolo universale. È altresì incoraggiata l’esplorazione dei suddetti temi senza limitazioni temporali o geografiche, al fine di valorizzare l’universalità dell’acqua nei differenti contesti culturali.

25. Complessità, sfide e possibili soluzioni nella gestione delle risorse idriche in agricoltura

Coordinatore: Aldo Ceriotti (CNR Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria)
Email: aldo.ceriotti@gmail.com

Descrizione:
La scarsità d’acqua è diventata una sfida globale sempre più grave. Le regioni aride e semi-aride coprono già circa il 48% della superficie terrestre e una grande parte delle popolazioni più vulnerabili del mondo è concentrata in queste aree. Al tempo stesso l’agricoltura utilizza più del 70% delle acque dolci prelevate dall’ambiente e la carenza di risorse idriche rappresenta uno dei principali fattori che possono mettere a rischio la capacità di produrre alimenti in quantità sufficiente, soprattutto nello scenario di cambiamento climatico a cui stiamo assistendo. Il bacino del Mediterraneo è tra le regioni più colpite da queste dinamiche. Il rischio stimato di gravi carenze idriche dovrebbe superare il 30% in Italia e Francia, il 35% in Spagna e il 40% in Marocco e Algeria. La situazione è ulteriormente aggravata dagli impatti previsti dello stress idrico nei principali produttori globali, tra cui Cina (50%), Stati Uniti (48%), India (40%) e Brasile (25%). Anche nelle zone a maggiore disponibilità di acqua è comunque viva l’esigenza di sfruttare al meglio le risorse idriche e di ridurne gli sprechi limitando l’impatto ambientale delle attività agricole. Queste sfide possono essere affrontate riducendo il consumo idrico agricolo attraverso l’integrazione di approcci agronomici, biotecnologici, genetici e ingegneristici. Ciò include anche la coltivazione di specie edibili trascurate che possono crescere in suoli salini e con acqua salmastra e l’aumento dell’efficienza di uso dell’acqua attraverso approcci genetici. Una seconda direzione strategica può fare leva sulla diversificazione e l’espansione delle risorse idriche disponibili ad esempio attraverso la raccolta dell’acqua e l’uso di acque reflue municipali trattate secondariamente per l’irrigazione. In questa sessione saranno affrontate diverse problematiche, da quelle relative all’approvvigionamento e alla riduzione degli sprechi, a quelle legate dell’efficienza di utilizzo delle risorse idriche, mostrando come la ricerca possa contribuire a ottimizzarne l’uso a livello locale e globale.

26. Il futuro della neve tra paesaggi contestati e processi di geo-cura

Coordinatori: Simone Ranocchiari, Federica Burini (Università di Bergamo)
Email: simone.ranocchiari@unibg.it

Descrizione:
Il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova il turismo invernale, colpendo in modo particolarmente intenso l’Europa meridionale (François et al., 2023). Il rapido declino dell’innevamento naturale sta minando modelli di sviluppo che per decenni hanno sostenuto l’economia di molti territori montani. Per compensare questa tendenza, alcuni Paesi investono massicciamente nella neve artificiale – in primis Italia e Spagna (Symons, 2024; Bernabei, 2023). Ma anche questa tecnologia è minacciata dall’aumento delle temperature e dal calo delle precipitazioni che rischiano di ridurre l’acqua disponibile. Ad esempio, in Spagna, i giorni adatti alla produzione di neve programmata potrebbero ridursi del 40-80% entro il 2100 (Fuentes López, 2024). Parallelamente, si moltiplicano territori segnati da impianti abbandonati e nuovi progetti sempre più contestati, considerati anacronistici o insostenibili. Le montagne emergono così come paesaggi attraversati da paesaggi contestati e da immaginazioni alternative di futuri possibili – dove si affrontano “contested mountain futures” (Zinzani, 2023). Accanto a questi processi, in diversi contesti stanno prendendo forma pratiche di geo-cura comunitaria (Lussault, 2024): iniziative collettive di attenzione e reinterpretazione dei territori che mirano a superare la logica del turismo di massa e adattarsi alle condizioni attuali. Queste pratiche emergono nel turismo invernale alternativo, nelle mappature partecipative degli impianti dismessi, nella co-progettazione di usi futuri e nei progetti orientati alla transizione socio-ecologica. Questa sessione invita contributi che analizzino criticamente il futuro dei comprensori sciistici, la riconfigurazione dei paesaggi montani anche alla luce delle sfide globali, con particolare attenzione ai paesaggi contestati e alle pratiche di cura e immaginazione territoriale di origine comunitaria. Sono benvenuti contributi dall’ambito geografico e da altre discipline che presentino innovativi approcci metodologici in grado di esplorare, tra gli altri: la dismissione, riconversione o re-immaginazione degli impianti sciistici; conflitti e mobilitazioni legati agli impianti sciistici, innevamento artificiale e usi idrici; forme di geo-cura e pratiche comunitarie; narrazioni e immaginari dei futuri montani; modelli di sviluppo alternativi.

27. Segni e nuovi disegni nell’Agro Pontino, dal tempo della sua bonifica

Coordinatore: Maria Vitiello (Sapienza Università di Roma)
Email: maria.vitiello@uniroma1.it

Descrizione:
La bonifica delle Paludi Pontine costituisce uno degli eventi più rilevanti della storia contemporanea italiana. Il processo che conduce alla trasformazione “integrale” di queste terre ha inizio sul finire del XIX secolo e si conclude sotto il fascismo; ma la storia ci narra una lotta continua contro gli acquitrini fin dai tempi più antichi. Nell’età moderna, le questioni relative ai disordini idraulici diventano sempre più impellenti e conducono al prosciugamento totale e al ridisegno del territorio. I boschi e la vegetazione selvaggia che caratterizzavano un’ampia parte della pianura a sud del Lazio cedono, allora, il passo ai terreni agricoli, all’allevamento e ai nuovi insediamenti, con i quali sorge in parallelo una fitta rete infrastrutturale; nascono, così, accanto ai nuovi appoderamenti: case per i contadini e città di fondazione. Con questa sessione focalizzata sull’area Pontina si vogliono raccogliere e confrontare ricerche che osservano le trasformazioni di questi paesaggi, sia nel loro essere patrimonio materiale, composto da una stratificazione di strutture costruite, sia nel loro essere patrimonio immateriale, frutto di una cultura e, forse, anche di un’identità.

28. Gestión y usos del agua bajo la perspectiva de la Historia Económica

Coordinatori: Francisco Cabrera-Gallardo (Universidad de Jaén, España); Fabiano Quadros-Rückert (Universidade Federal de Mato Grosso do Sul, Brasil)
Email: fcabrera@ujaen.es

Descrizione:
El agua ha constituido uno de los recursos esenciales no solo para el desarrollo de las sociedades humanas, sino también para la configuración de los sistemas productivos a lo largo del tiempo. Desde tiempo atrás en las economías agrarias hasta los complejos entramados industriales y de servicios contemporáneos, la gestión, distribución y explotación del agua han determinado patrones de crecimiento demográfico y económico, relaciones laborales, formas de organización del territorio y modelos de sostenibilidad ambiental. Esta sesión va a analizar el papel del agua como factor económico, con un enfoque tanto hacia su aprovechamiento productivo como a las innovaciones y regulaciones surgidas en torno a su uso. Estas comunicaciones van a abordar, desde una perspectiva histórica, los múltiples usos del agua en la actividad económica: agricultura y regadíos; industria, energía e infraestructuras hidráulicas; abastecimiento urbano y consumo doméstico; turismo y servicios; así como posibles impactos ambientales y estudios comparativos. Muy variados ámbitos que nos ayuden a comprender cómo el agua ha moldeado las dinámicas económicas del pasado y qué lecciones podemos extraer para afrontar los dilemas hídricos del presente y del futuro. Se plantea un espacio interdisciplinar que permita reflexionar sobre las transformaciones y desafíos que ha supuesto la gestión del agua en distintos contextos territoriales y en diferentes épocas. Todo esto con la intención de promover el diálogo entre investigadores que examinen el agua no solo como recurso natural, sino como bien social y económico, que por su naturaleza está sujeto a muchos factores, como su gestión pública, privados o mixta, innovaciones tecnológicas, cambios normativos y demandas sociales cambiantes.

29. Agua, sociedad y territorio: investigación y transferencia del conocimiento en Ciencias Sociales

Coordinatori: Sara Cortés Dumont, Daniel David Martínez Romera (Universidad de Málaga); Elizabeth García Gil (Universidad de Jaén)
Email: sdumont@uma.es; ddmartinez@uma.es; eggil@ujaen.es

Descrizione:
El agua, elemento esencial para la vida y clave para la actividad humana, es un tema de investigación de interés actual. Proponemos un espacio interdisciplinar para abordar el papel del agua como recurso elemental y estratégico para la vida en múltiples contextos sociales, culturales, territoriales e históricos. El análisis del agua como agente configurador del territorio y factor histórico es clave para entender la evolución de los sistemas hidráulicos, las formas de gestión, los conflictos y procesos de cooperación entre sociedades. Asimismo, ponemos de manifiesto la importancia del agua como objeto de estudio patrimonial, educativo y geopolítico. Esto invita a la participación de contribuciones que integren enfoques desde la geografía, la historia y disciplinas afines para examinar fuentes, metodologías innovadoras y experiencias de divulgación orientadas a la transferencia social del conocimiento. La sesión está orientada a promover docentes, investigadores y expertos interesados en compartir y abordar cuestiones como el acceso a recursos hídricos, gestión sostenible, análisis territoriales, estudios geohistóricos, así como representaciones y prácticas sociales vinculadas al agua. El objetivo es fomentar el dialogo académico y profesional con una comprensión holística del recurso.

30. El agua en la Geografía y la Historia: enseñanza y transferencia del conocimiento

Coordinatori: Sara Cortés Dumont, Daniel David Martínez Romera (Universidad de Málaga); Elizabeth García Gil (Universidad de Jaén)
Email: sdumont@uma.es; ddmartinez@uma.es; eggil@ujaen.es

Descrizione:
La sesión aborda una mirada interdisciplinaria del agua como recurso territorial, cultural y educativo. Destacamos su potencial para articular propuestas de innovación docente y análisis patrimonial desde la Geografía y la Historia. Se realiza una aproximación del agua como configurador de paisajes naturales y culturales, donde actúa como eje de interpretación territorial y ofrece oportunidades para el diseño de experiencias educativas basadas en el entorno, ya sea mediante itinerarios geográficos, análisis históricos o representaciones culturales. Se busca combinar la observación del territorio, el uso de Tecnologías de la Información Geográfica (TIG), el
análisis de fuentes históricas, recursos artísticos y metodologías activas orientadas a distintos niveles formativos. Desde perspectivas educativas, que abarcan desde la enseñanza infantil hasta la Educación Superior, los escenarios naturales protegidos y los espacios urbanos evidencian la capacidad que tiene el agua para conectar teoría e investigación con la práctica docente. Asimismo, la transferencia social del conocimiento y la transversalidad son clave para comprender procesos históricos, transformaciones socioeconómicas, construcción del paisaje y prácticas educativas innovadoras, lo que pone en valor el diálogo entre diferentes disciplinas y metodologías, para contribuir a una comprensión integral y patrimonial del territorio.

31. Gobernar las aguas residuales: trayectorias históricas y disputas contemporáneas en la gestión del saneamiento

Coordinatori: Alicia Torres Rodríguez, Lourdes Sofía Mendoza Bohne (CUCSH-UDG, Departamento de Estudios Socio-Urbanos)
Email: atorres59@gmail.com; lourdes.mendoza@academicos.udg.mx

Descrizione:
Esta sesión propone una reflexión crítica y multidisciplinaria sobre los modelos de gestión del agua y el saneamiento, con énfasis en el manejo de las aguas residuales en entornos urbanos y rurales. A partir de una mirada histórica y contextualizada, se analizará cómo los distintos esquemas de gestión —públicos, privados, comunitarios o mixtos— han configurado las formas de gobernanza del saneamiento, afectando el acceso equitativo, la sostenibilidad ambiental, la justicia territorial y la configuración de las ciudades. La sesión tiene como objetivo explorar cómo estos modelos inciden en la calidad, cobertura y tratamiento de las aguas de desecho, en relación con las dinámicas socioeconómicas y políticas locales. Se examinarán los impactos de los procesos de privatización, descentralización o fragmentación institucional sobre el derecho humano al agua y al saneamiento, así como las respuestas sociales y comunitarias que emergen ante los vacíos de gestión estatal o los conflictos derivados de la mercantilización del recurso. A través de estudios de caso, investigaciones comparativas y marcos teóricos provenientes de la ecología política, la planificación territorial y los derechos humanos, se busca: comprender las implicaciones socioambientales de los modelos de gestión del saneamiento; identificar las desigualdades de poder y acceso que se reproducen en las prácticas institucionales; visibilizar experiencias alternativas de gestión comunitaria o co-gestión que promuevan el cuidado del agua como bien común; contribuir a la construcción de enfoques más democráticos, inclusivos y sustentables en la gestión de aguas residuales; y analizar el papel de los modelos de gestión del agua y el saneamiento en la estructuración espacial, territorial y funcional de las ciudades.

32. Agua, moda e industria textil

Coordinatore: Pablo Gumiel Campos (Universidad Antonio de Nebrija)
Email: gumiel.pablo@gmail.com

Descrizione:
La relación entre agua, moda e industria textil ofrece una perspectiva histórica y contemporánea de gran riqueza, capaz de articular dimensiones ambientales, económicas, culturales y sociales. Esta sesión busca reunir a historiadores, diseñadores, investigadores y profesionales del sector textil para reflexionar sobre cómo el agua ha sido, y continúa siendo, un elemento central en la producción textil y en la moda, desde sus orígenes hasta los retos actuales de sostenibilidad. El objetivo es generar un espacio reflexivo dentro del congreso que favorezca nuevas líneas de diálogo y colaboración. Desde un punto de vista histórico, la sesión revisará cómo numerosos centros industriales europeos e internacionales se consolidaron como polos de producción textil y moda gracias, entre otros factores, a las infraestructuras hidráulicas que permitieron la transformación y circulación de materias primas. También tendrán cabida en la sesión ponencias sobre los desafíos que la industria textil contemporánea afronta: el consumo hídrico intensivo, la presión ambiental derivada de residuos y contaminación, etc. Por último, la sesión explorará cómo diseñadores y empresas están incorporando prácticas sostenibles, minimizando el impacto en los recursos hídricos, revalorizando el agua como patrimonio material e inmaterial y experimentando con modelos productivos más responsables y circulares. En este contexto, Milán ocupa un lugar fundamental, no solo por su trayectoria histórica, sino por su vigencia actual como capital mundial de la moda. Esto convierte a la ciudad en un escenario privilegiado para analizar la intersección entre agua, moda e industria y para entender los desafíos que articulan el pasado, el presente y el futuro.

33. Gestione della risorsa idrica: disponibilità, qualità, strumenti di risparmio e consumo

Coordinatore: Alessandro Banterle (Università degli Studi di Milano)
Email: alessandro.banterle@unimi.it

Descrizione:
In un contesto segnato da pressioni crescenti sulle risorse idriche, la comprensione integrata dei consumi, degli impatti e dei processi decisionali risulta cruciale per delineare strategie di gestione efficaci e sostenibili. La sessione intende raccogliere contributi che approfondiscano la tematica della gestione responsabile e sostenibile nella risorsa idrica, dalla fonte al consumatore. Sono ammessi paper che affrontino scientificamente i seguenti problemi: disponibilità di acqua e programmazione, anche tenendo in considerazione i periodi dell’anno, la piovosità di aree geografiche e lo scioglimento dei ghiacciai; interventi di efficientamento sull’infrastruttura idrica e prestazione di servizio pubblico; implementazione di sistemi di mappatura e/o etichettatura di water footprint/monitoraggio del consumo idrico; strumenti contrattuali e partenariali per la migliore gestione del consumo idrico; meccanismi di valutazione sulla qualità dell’acqua potabile; tecniche di orientamento di operatori economici, gestione di filiera e di consumo responsabile; consumi idrici nella produzione di beni e servizi, con focus sul comparto agroalimentare, settore in cui l’impronta idrica rappresenta un indicatore chiave per monitorare l’efficienza delle filiere e orientare scelte produttive responsabili. La sessione si pone l’obiettivo di favorire un dialogo interdisciplinare tra ricercatori, tecnici, amministratori e stakeholder, al fine di costruire una visione condivisa e prospettica sulla gestione sostenibile dell’acqua. È benvenuta la partecipazione di operatori del settore e di tecnici, funzionari e operatori che portino la loro esperienza gestionale concreta, nell’analisi di casi di studio.

34. El agua como eje transversal. Patrimonio, artes y humanidades digitales

Coordinatore: Pietro Viscomi (Universidad de Jaén/CIDEHUS Universdidade de Évora); Natalia Ramírez García, Blanca Jándula Justicia (Universidad Jaén)
Email: pviscomi@uevora.pt; nrg00045@red.ujaen.es; bjj0004@red.ujaen.es

Descrizione:
La sesión examina, desde una perspectiva interdisciplinar, las diversas formas en que el agua ha sido representada y reinterpretada en las artes y en los lenguajes visuales, desde la antigüedad hasta las prácticas digitales contemporáneas. A través de cuatro bloques temáticos, se propone un marco de análisis que permite comprender cómo el agua ha modelado la cultura visual, configurado sensibilidades estéticas y contribuido a la creación de imaginarios tanto históricos como actuales. Bloque 1, El espacio y la estética. Materialidades del agua: este bloque introduce cómo el agua participa en la configuración de espacios artísticos y arquitectónicos, actuando como principio estético, simbólico y sensorial. Se analiza cómo el agua determina atmósferas, identidades y modos de habitar. El bloque comienza con la intervención de Ahmad Azeez, “The Evolution and Cultural Significance of Damascene Houses in Architecture”, dedicada a las casas damascenas donde la presencia del agua es principio de armonía y significado cultural en el espacio doméstico. Bloque 2, Narrativas, Imaginarios y Relatos del Agua: este bloque examina el agua como motor narrativo y generador de imaginarios en diferentes lenguajes expresivos. Se subraya su capacidad para articular significados, activar emociones y construir paisajes culturales. Participan José Carcelén , “El agua como construcción visual y simbólica en la historia del cine”, y Blanca Jándula,“El agua como narradora de historias”, quienes abordan su función en el cine, la oralidad y la educación ambiental. Bloque 3, Digitalizar el Agua: Historia Visual, Patrimonio y Humanidades: se abordan las representaciones visuales del agua en diálogo con las prácticas digitales contemporáneas. La contribución de Borges Pereira, Vidal Gonçalves, Cardoso de Matos “Representations of Water in Historical Cartography”, analiza cartografías de los siglos XV al XIX mediante SIG y georreferenciación, mientras que la comunicación perteneciente a Pietro Viscomi, “Patrimonio vinculado al agua y representación digital” examina la recreación digital de bienes patrimoniales vinculados al agua. Bloque 4, “Arte, Mecenazgo y Circulación Cultural”: el último bloque aborda la circulación material y simbólica del arte vinculada al agua, así como los procesos de intercambio cultural. Natalia Ramírez, mediante la comunicación “La comercialización del arte. El legado de los Botti”, examina el mecenazgo renacentista y las dinámicas de movilidad artística en contextos históricos interconectados.

35. L'acqua come bene giuridico nella transizione ecologica

Coordinatore: Sabrina Lanni (Università degli Studi di Milano)
Email: sabrina.lanni@unimi.it

Descrizione:
Si propone una sessione giuridica dal carattere interdisciplinare. Nel quadro delle attività promosse dal Centro di Eccellenza CELESTE, si cercherà di approfondire il tema dell’acqua come bene comune, avendo riguardo alla prospettiva della storia del diritto, del diritto civile, del diritto costituzionale e comparato.

36. El agua como recurso, desafío y mito antes de la industrialización

Coordinatori: Laura García Durán (Univeridad de Jaén); Eduardo Jiménez Rayado (Universidad Rey Juan Carlos)
Email: lgd00020@red.ujaen.es; eduardo.jimenez@urjc.es

Descrizione:
La presente sesión propone examinar el papel central del agua en las sociedades preindustriales, entendida simultáneamente como recurso vital, desafío técnico-político y elemento cargado de significados simbólicos. Antes de la industrialización, el agua no solo sustentó actividades esenciales —desde la agricultura de regadío hasta los usos urbanos, manufactureros y energéticos—, sino que también condicionó de forma decisiva la organización territorial y las relaciones sociales. En este sentido, el agua constituyó un recurso estratégico cuya gestión generó prácticas de cooperación, conflictos por derechos de uso y la creación de instituciones hidráulicas complejas. Al mismo tiempo, el agua representó un desafío constante: los ingenios para elevarla o encauzarla, la construcción y mantenimiento de acequias y molinos, la defensa frente a inundaciones o sequías, y la necesidad de adaptar los asentamientos a ecosistemas hídricos cambiantes son solo algunos ejemplos de la capacidad tecnológica y organizativa que las sociedades preindustriales debieron desarrollar. Por último, más allá de su dimensión material, el agua fue también un potente mito y símbolo cultural. Ríos, manantiales o tormentas se integraron en cosmovisiones religiosas y narrativas políticas; se invocaron en rituales, se emplearon para legitimar poderes locales o para explicar fenómenos naturales; y configuraron imaginarios sobre fertilidad, pureza, peligro, transformación o belleza: “A orillas del río de Rayya [Ŷaīyān], detente, pues allí vi que la belleza de él no se separa” (Ibn Sa‘īd al-Magribī, Al-Mugrib fī ḥulà-l-Magrib, siglo XIII). La sesión invita a investigaciones que aborden estas dimensiones en cualquier región de Europa, el Mediterráneo o ámbitos extraeuropeos, con enfoques interdisciplinarios que incluyan historia, arqueología, historia ambiental, historia de la tecnología, antropología histórica o estudios del paisaje. El objetivo es generar un diálogo amplio sobre cómo el agua modeló de manera profunda las sociedades preindustriales, tanto en sus estructuras materiales como en sus representaciones culturales.

37. Governo delle acque e tutela della salute nel Milanese dal basso Medioevo ai giorni nostri

Coordinatore: Claudia Dellavia
Email: claudia.dellavia@unimi.it

Descrizione:
Il governo delle acque nel territorio milanese rappresenta, dal basso Medioevo a oggi, un elemento centrale per lo sviluppo urbano, agricolo e per la tutela della salute pubblica. Tra XIV e XV secolo, in linea con la politica visconteo-sforzesca, la gestione razionale delle risorse idriche fu alla base della crescita economica e territoriale. Come emerge anche dal Trattato di Architettura di Filarete, la città veniva concepita in rapporto armonico e funzionale con il territorio circostante. In questo periodo furono scavati quasi 100 km di canali navigabili tra la fascia delle risorgive e il Po, dotati di sistemi di conche, che permisero la creazione di una fitta rete di vie d’acqua. Essa sosteneva l’agricoltura irrigua, l’insediamento di mulini e lo sviluppo dei cascinali, tra i più avanzati d’Europa, favorendo un rapporto simbiotico tra città e contado. Nel tempo, l’acqua ha continuato a svolgere un ruolo fondamentale anche per la qualità delle produzioni agroalimentari. L’agricoltura italiana, in particolare nella pianura padana, si distingue per l’eccellenza delle sue produzioni, ma è oggi chiamata ad affrontare sfide ambientali rilevanti, come la scarsità idrica e l’inquinamento delle acque superficiali. L’adozione di modelli agricoli sostenibili, l’integrazione tra produzioni zootecniche e cerealicole e l’uso di tecnologie innovative mirano a ridurre l’impatto ambientale e a favorire la transizione verso un’economia circolare. Parallelamente, l’acqua è un fattore essenziale per la salute umana: un’adeguata idratazione e l’accesso ad acqua potabile di qualità sono condizioni imprescindibili per il benessere e la prevenzione delle malattie. Tuttavia, fenomeni contemporanei come l’attivazione degli sfioratori fognari durante eventi meteorici intensi compromettono la qualità microbiologica delle acque superficiali, con potenziali rischi sanitari e agricoli. Nel loro insieme, questi aspetti evidenziano la continuità storica e l’attualità del legame tra governo delle acque, sostenibilità ambientale e tutela della salute nel Milanese.

38. Il mare, le sue risorse e la loro gestione

Coordinatori: Marianna Musco, Angela Cutitta
Email: marianna.musco@cnr.it

Descrizione:
Il mare rappresenta una delle risorse più preziose del nostro pianeta, non solo per la sua straordinaria bellezza, ma anche per il ruolo fondamentale che svolge negli equilibri ambientali, economici e sociali. Coprendo oltre il 70% della superficie terrestre, gli oceani e i mari ospitano una biodiversità immensa, composta da ecosistemi complessi e delicati. Le risorse marine sono molteplici, quale la presenza e diversità dei pesci, di organismi biocostruttori e regolatori, e sostiene attività economiche fondamentali come il turismo, il commercio e la pesca. Allo stesso tempo, il mare è una fonte di ispirazione culturale e scientifica, contribuendo alla ricerca e alla conoscenza del nostro pianeta. Il ruolo dell’uomo all’interno di questo importantissimo ambiente è da sempre controverso a causa di un uso frequentemente smodato di queste risorse, talvolta compromettendo l’ecosistema marino in maniera significativa. Per questo motivo, la gestione sostenibile delle risorse marine è di fondamentale importanza. Proteggere il mare significa innanzitutto conoscere questo ambiente, gli organismi che lo abitano e i suoi equilibri; significa adottare politiche responsabili, promuovere pratiche di pesca sostenibile e sensibilizzare le persone al rispetto dell’ambiente marino.

Il congresso si propone di affrontare un’ampia e variegata gamma di argomenti legati all’acqua, alla sua gestione e ai suoi usi, attraverso un ventaglio di studi pluridisciplinari che contribuiscono ad approfondire problematiche che oggi occupano e preoccupano il mondo accademico, scientifico, culturale, economico, politico, imprenditoriale e sociale.